Cos’è Slow Wine, davvero? Un manifesto quotidiano
Slow Wine non è una guida e non è una moda. È un modo di stare in vigna e in cantina. Vi racconto cosa cambia, ogni giorno.
La Slow Wine Philosophy nasce come costola del movimento Slow Food. Non è una certificazione tecnica come il biologico o il biodinamico. È un manifesto: rispetto della terra, difesa del paesaggio, buon lavoro, qualità del vino.
A Lempole, prima di essere un principio, è un metodo quotidiano. Significa scegliere ogni giorno la lentezza laddove è possibile e la fermezza laddove serve. Significa non intervenire nei momenti in cui la vite si sta autoregolando. Significa aspettare 15 giorni in più a vendemmiare, se serve.
Cosa cambia, nella pratica
Un esempio semplice: la potatura verde. In molte cantine si passa una sola volta, in fretta, all’inizio dell’estate. Qui passiamo tre o quattro volte, con interventi leggeri, distribuiti nel tempo. La pianta reagisce meglio, non ha shock, non produce germogli anomali per compensare.
Un altro esempio: la cantina. Non c’è il lievito selezionato pronto per far partire la fermentazione in 24 ore. Ci sono i lieviti che vivono sulle bucce e nell’aria della cantina. La fermentazione parte quando è pronta. A volte impiega quattro giorni, a volte otto. Non fa niente.
Il risultato è un vino che sa da dove viene. Un vino che regala momenti di lentezza, come scrisse una volta un amico. E se una bottiglia di Lempole restituisce cinque minuti di calma vera a chi la apre, allora tutto il progetto ha già senso.