1.000 bottiglie numerate: l’etica delle piccole produzioni
Perché limitiamo la produzione a mille bottiglie, quando potremmo farne molte di più. E cosa succede quando finiscono.
Il primo lotto di Lempole è di 1.000 bottiglie. Non è una operazione di scarsità artificiale: è la fotografia della verità. Un ettaro di vigneto recuperato, resa bassa, vinificazione lenta. Il resto sarebbe rincorrere il mercato.
Sono consapevole che oggi il mondo del vino spinge nella direzione opposta. Fai volumi, arrivi ovunque, sii presente. Va bene. Ma noi vogliamo essere presenti dove abbiamo qualcosa da dire, e in una quantità che ci permetta di dirla bene.
Chi la stappa entra in una comunità piccola
Mille bottiglie sono una lista di persone, prima ancora che una produzione. Ristoranti, enoteche, wine bar, importatori che scelgono Lempole entrano dentro un progetto che condividono. Con la maggior parte di loro parlo di persona. Sono io, con il telefono in mano, a rispondere ai messaggi.
Il vino finisce, e sta bene così. La prossima annata sarà diversa: forse mille e trecento, forse ottocento, dipende da come si comporta la stagione. La qualità non si negozia, e questo ce lo insegna proprio il bradipo dell’etichetta.
Quando qualcuno mi scrive “volevo prenderne dieci ma è già finita”, sorrido. Vuol dire che il progetto sta funzionando. Vuol dire che la lentezza produce desiderio, e non frustrazione.