Madonnino dei Campacci: il senso di un nome antico
Sopra Lempole c’è un’azienda che porta un nome che nessuno ha inventato: Madonnino dei Campacci. Ecco da dove viene e cosa custodisce.
Se Lempole è il nome che abbiamo scelto, Madonnino dei Campacci è il nome che ci ha trovato. È lì, scritto sulle mappe di Lamole da tempo immemore, e nessuno saprebbe dire con precisione quando è nato.
“Madonnino”, in Toscana, indica una piccola edicola votiva: quelle nicchie in muratura che si trovano ai bivi delle strade rurali, con dentro un’immagine sacra e magari un vasetto di fiori portato di nascosto da una vicina. Sono presidi silenziosi del paesaggio, sopravvissuti a guerre, spopolamenti e trattori.
I Campacci: campi grandi, tempi lunghi
“I Campacci” è invece l’antico nome delle fasce coltivate su questo versante di Lamole. Non è un vezzo poetico: in toponomastica toscana “campacci” indica campi ampi ma difficili, dove la resa non era mai spettacolare ma la qualità del suolo giustificava la fatica. Un nome onesto per un pezzo di terra che non ha mai voluto barare.
Portare avanti Madonnino dei Campacci come brand agricolo è, per noi, un piccolo dovere. Non abbiamo inventato niente: abbiamo ripreso in mano un nome che stava aspettando qualcuno. E oggi, sotto quel nome, coltiviamo vigne, oliveti e — molto lentamente — anche il paesaggio stesso.
Ogni volta che scriviamo “Madonnino dei Campacci” sotto Lempole ci ricordiamo che siamo passaggio, non origine. Il posto era qui prima di noi. Cerchiamo solo di lasciarlo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato.