Un anno in vigna, mese per mese. Il calendario della lentezza
Cosa succede davvero, ogni mese, sui terrazzamenti di Lamole? Una piccola mappa del nostro anno, dalla potatura di gennaio al riposo di dicembre.
Ogni anno in vigna ha una sua musica. Cambia con le stagioni ma segue una partitura che, se ascoltata bene, non tradisce mai. Ecco, mese per mese, cosa succede davvero sui terrazzamenti del Madonnino.
Inverno: silenzio e forbici
Gennaio e febbraio sono dedicati alla potatura secca. Passiamo pianta per pianta, decidendo su ogni tralcio quale gemma verrà lasciata e quale sacrificata. È un dialogo lento con la pianta: leggerne la vigoria, la forma, la memoria dell’anno prima. Marzo, se le temperature lo permettono, iniziamo a pulire i muretti e a rialzare i tratti crollati durante l’inverno.
Primavera: risveglio
Aprile è il germogliamento. In due settimane la vigna passa da bruna a verde tenero. Maggio arrivano i primi trattamenti bio (rame e zolfo in dosi minime) e la spollonatura: rimuoviamo a mano i germogli in eccesso lungo il tronco. Giugno è il mese della fioritura e poi dell’allegagione: il fiore diventa frutto. Ogni ora conta, ma niente si può accelerare.
Estate: mani leggere
Luglio, sfemminellature e cimature, sempre a mano. Gestione della chioma: ogni grappolo deve ricevere luce e aria in quantità giusta. Agosto invaiatura: gli acini virano di colore. Le notti fresche di Lamole cominciano a scrivere la firma dell’annata.
Autunno e inverno: il raccolto e la sosta
Settembre e ottobre sono la vendemmia manuale, cassette da 15 kg, mattine presto. La cantina si popola. Novembre e dicembre sono il riposo: la vigna perde le foglie, la terra si assesta, e noi cominciamo a chiudere l’anno preparando il ciclo successivo.
Se qualcuno vi dice che fare vino è un lavoro stagionale, non ha mai fatto vino. È un lavoro perpetuo. Solo che la sua musica è talmente lenta che dall’esterno sembra silenzio.