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Vendemmia a mano: 40 quintali per ettaro e nessuna fretta

Cassette da 15 chili, mattine di ottobre, mani che scelgono grappolo per grappolo. La vendemmia di Lempole è ancora un rito.

La nostra vendemmia dura giorni, non ore. Non ci sono macchine, non ci può essere nemmeno la fretta. Alle pendenze dei terrazzamenti passa solo la mano — con le forbici, la cesta e l’occhio che valuta grappolo per grappolo.

La resa a Lempole è bassissima: attorno ai 40 quintali per ettaro, contro medie di 70–90 di altre zone del Chianti. Non è una scelta di marketing, è una conseguenza del posto: le vecchie viti sui terrazzamenti recuperati producono così, e noi le lasciamo produrre così. Meno grappoli, più concentrazione.

Le cassette piccole

Le cassette sono da 15 chili al massimo. Il motivo è semplice: uve integre. Se ammucchi troppo prodotto in una cassetta, il peso schiaccia gli acini in basso, la buccia si rompe e il rosato che vuoi fare, freschissimo, comincia già a ossidarsi in vigna. È un dettaglio invisibile ai clienti ma decisivo per il vino.

La squadra è piccola. Amici, famiglia, qualche vendemmiatore storico della zona che torna ogni anno. Si comincia presto per prendere le uve fredde della notte, si smonta alle undici quando il sole picchia. Il pomeriggio è per la cantina.

La sera, quando finalmente ci si siede a tavola, tutti hanno le mani sporche di succo. È forse il momento più bello della mia stagione. Perché lì, davanti a un bicchiere di vino qualsiasi (spesso non è nemmeno il nostro), si capisce cosa vuol dire aver fatto la vendemmia con calma e con cura.

Raffaello
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